Tra “cozzi e lampazza” alla scoperta di contrada Sant’Elia

Tra “cozzi e lampazza” alla scoperta di contrada Sant’Elia

Contrada Sant’Elia in territorio di Avola, nella parte della estensione centrale è posizionata ad una altitudine di 400 m s.l.m, raggiunge la quota più alta a sud/est con 444 m s.l.m e degrada intorno al suo periplo con un estensione di circa 1.500 Kmq con le contrade: Costa Lunga, Castagna, Baronazzo e San Corrado, con i valloni Spineta, Fiumarella,  Mammanelli e Bochini e con il cozzo Pagliarelli.

La contrada, tipica dei Monti Iblei, è ricca di vegetazione spontanea adatta al pascolo, con spuntoni rocciosi e poca terra, tanto che un tempo lo appellavano come “cozzi e lampazza” presumibilmente “cozzi rilucenti” per via degli ammorbiditi calcari che emergono dalla vegetazione e che dopo la pioggia o al sole d’estate riflettono come richiami e confermano all’osservatore la loro selvaggia presenza.

Va proprio alla riscoperta del patrimonio naturalistico, archeologico e antropologico di Sant’Elia il volume di Nuzzo Monello recentemente pubblicato per i tipi dell’editore Sebastiano Monieri.

“Oggi la vivo la montagna e più che il riposo vi ho trovato un ulteriore interesse: la natura, filo conduttore di un’esistenza coriacea e nello stesso tempo flessibile all’evoluzione e all’educazione dell’uomo. Oggi ho raccolto più di 700 specie floreali nella contrada di Sant’Elia in tenere di Avola, luogo che mi ha consentito, per la sua selvaggia bellezza quanto delicata e armoniosa flora, in specie quella poco visibile, di appassionarmi allo scatto d’immagini che potessero fissare il carattere dei luoghi che da Sant’Elia alla montagna di Avola Antica percorrono un unico habitat, ora interrotto da masserie, più avanti da terre coltivate e più in alto dai nuovi insediamenti residenziali.
Questi luoghi mi hanno affascinato perché vi transitò, si soffermò, vi studiò, il concittadino Giuseppe Bianca, trovandovi e documentando per la prima volta nel 1842 l’Ophrys biancae così denominata in suo onore dal botanico Todaro di Palermo. Ho ritrovato quell’orchidea tra i “cozzi e lampazzi” di Sant’Elia, e quel fascino iniziale si è poi trasformato in passione e soprattutto sfociato in commozione. É mio proposito divulgare ciò che la gradevole brezza marina porta sul cielo di Sant’Elia e che lascia precipitare sotto forma di rugiada o di brina secondo le stagioni.

Un omaggio più che un dono alla bella città di Avola, riconosciuta dai più città marinara, agricola e laboriosa così come indicano le api del suo emblema cittadino. L’omaggio ad Avola consiste, pertanto, nel ripristino dei valori delle antiche tradizioni e degli studi nella moderna società produttiva. Avola per quanto ancora dedita all’agricoltura può avvalersi anche di ciò che più le appartiene, la bellezza dei suoi monti Iblei, trasfigurandola in moderno simbolo produttivo della propria laboriosità. Nel contempo avviare nuovi percorsi per il turismo naturalistico ed escursionistico su quelle propaggini oggi di particolare interesse ecologico nonché di attenzioni Unesco. Ciò può contribuire a contrastare il costante, quanto lento, degrado cui le nostre contrade sono sottoposte e nel contempo richiamare turisti oltre che per il mare e la montagna d’estate. Escursionisti potranno recarsi qui in tutte le stagioni, per le varietà di specie che vi germogliano tutto l’anno.”

Oltre all’aspetto naturalistico tra “cozzi e lampazzi” penetra nel territorio del Monte Sant’Elia di Avola, già riconosciuto quale bene paesistico e archeologico della Sicilia, ricercando ogni aspetto antropologico e archeologico che ancora la contrada conserva.
Tra le tombe a cielo aperto e manufatti riscopre la chiesa rupestre Sant’Elia con i suoi residui lacerti di affreschi d’epoca bizantina e gli arcosoli. Riscopre la vecchia trazzera che da cozzo Pagliarelli conduce in circa 2 Km alla provinciale P 15, possibile arteria di collegamento tra la contrada Sant’Elia e la città di Avola.

Sono parte integrante dell’opera le relazioni scientifiche dei docenti di scienze biologiche geologiche e ambientali Pietro Minissalé e Giorgio Sabella dell’Università di Catania, del prof. Alfonso La Rosa del dipartimento scienze della terra e del mare dell’Università di Palermo, della geologa Rosanna Malfa e dei i proff. Biagio Iacono e Corrado
Leanti. Il volume, tradotto anche in inglese, si compone di 560 pagine a colori, è arricchito di oltre 450 tavole di fiori spontanei, classificati in 67 Famiglie e 322 specie.

“ἀνϑολογία”  Si può trovare presso le librerie:
Mondadori – Avola
Mascali – Biblos – Gabo’ – Diana – Siracusa
Oppure contattando l’autore: al nr. 340.3665722
Euro 70,00 (spedizione inclusa)