Padri e figli…. in campo, insieme

Padri e figli…. in campo, insieme

26/08/2015 0 Di admin

Quanto tempo trascorriamo con i nostri figli ? No non voglio dire quanto ci vediamo ma quanto ci frequentiamo ? Quanto ci parliamo ?
La letteratura pedagogica è ricca di riferimenti alla mancanza di comunicazione tra padri e figli, all’indifferenza e perché no all’ostilità, più o meno manifesta, dei propri figli. Fino ad un certo punto, un rapporto di tipo “conflittuale” è sempre stato nella natura stessa del processo di evoluzione che porta il bambino, attraverso l’adolescenza, a divenire adulto. Non faremmo onore all’intelligenza di ognuno se negassimo di aver avuto anche noi, come tutti, problemi di comunicazione con i nostri genitori, troppe diversità, (l’abbigliamento, i gusti alimentari e quelli musicali, cosi come l’approccio alle nuove tecnologiche, solo per citarne alcune) ci distinguevano dai nostri padri. Forse, tuttavia, partendo dalla semplice consapevolezza che noi ed i nostri figli non dobbiamo considerarci necessariamente uguali, potrebbe aiutarci a diminuire la tanto studiata incomunicabilità generazionale.

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I genitori di figli adolescenti quarantenni, oggi forse sempre più verso i cinquanta, che scimmiottando i comportamenti giovanili, pretendono di vestirsi come loro, di avere lo stesso tatuaggio, di parlare il loro stesso linguaggio non capiscono di rappresentare, agli occhi dei loro ragazzi, nient’altro che un aberrante imitazione di ciò che in realtà non potranno più essere, dei giovani. Forse un genitore che facesse davvero il suo mestiere di “vecchio”, essendo semplicemente se stesso, con i suoi vestiti e il suo modo di parlare ma soprattutto con le sue idee, aiuterebbe i ragazzi ad individuarne il ruolo di guida e di aiuto alla scuola della vita. I ragazzi vogliono sbagliare da sé non c’è dubbio, ma non serve certamente avere accanto un “genitore coetaneo” per fare di questi sbagli un esperienza da non ripetere, piuttosto che un comportamento utile e se stessi e alcune volte perfino lecito.

Ci sono luoghi e situazioni in cui è bene che genitori, e figli, non invadano l’un l’altro i reciproci campi di azione, il ragazzo dovrà frequentare i suo amici e i suoi luoghi di socializzazione senza sentire il fiato sul collo dei suoi genitori, cosi come non necessariamente il ragazzo, magari in giacca, dovrà partecipare alla festa di laurea della cugina di secondo grado del padre, che non ha mai sentito nemmeno nominare. Tuttavia credo di poter consigliare un luogo di incontro comune tra padri (e madri naturalmente !) e figli adolescenti, la natura !!!

Ovvio che in alcuni casi non sarà facile convincere il proprio figlio a scambiare la comodità del proprio letto, o divano, per trascorrere una giornata o due in un bosco, in montagna o al fiume, comunque, superato lo scoglio di ritrosia iniziale, ritengo che ne valga assolutamente la pena. Scegliete non un camping con centinaia di altri ospiti ma un luogo non molto frequentato, un luogo davvero naturale.

bauliLa prima volta consigliate vostro figlio sull’equipaggiamento necessario in ogni caso non insistete più di tanto, lasciatelo assolutamente libero di preparare da se le sue cose, anche se siete certi che alcune sono assolutamente inutili mentre mancano altre indispensabili, non preoccupatevi, se seguirete poche semplici indicazioni, l’ambiente naturale farà tutto da sé. La prima indicazione è quella di considerarvi non il suo istruttore, o la sua mammina premurosa, ma semplicemente uno dei due partecipanti ad un avventura comune. Non pianificate tutto con eccessiva cura, tenete pure il vostro passo, non superatelo o aspettatelo, non impeditegli di fare cose strane come venire in ciabatte o con uno zaino carico all’inverosimile o quasi vuoto, lasciate che possa imparare da sé, s’impara infatti di più facendo, e sbagliando, che attraverso mille raccomandazioni ! La natura è l’ambiente ideale per imparare sulla propria pelle che certi errori non conviene ripeterli. Accampatevi dove ritenete, di comune accordo, più opportuno, lasciando se possibile al ragazzo la scelta del luogo, evitando solamente i luoghi chiaramente pericolosi per la conformazione del terreno. Non obbligatelo a pulire il luogo in cui montare le tende o i rifugi, non obbligatelo a raccogliere la legna per il fuoco, insomma lasciatelo assolutamente libero di fare come crede. E chiaro che magari si siederà sfinito dopo solo alcune centinaia di metri di cammino, ma questo fa parte del gioco ! Voi comportatevi come se niente fosse e createvi le comodità che riterrete più opportune in base al tempo a disposizione e alla natura del terreno scelto.

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Alternate momenti di lavoro preparatorio a periodi di riposo e svago, fate un bagno al fiume, suonate uno strumento musicale che avete portato con voi, semplicemente appoggiatevi al tronco di un albero leggendo un bel libro, se riuscite parlate con lui del più e del meno.

Ricordatevi di essere soltanto un suo compagno di avventura e non un padre iperprotettivo. E qui viene la parte difficile… bisogna che evitiate di condividere con lui le vostre comodità e i vostri beni di prima necessità, se non sono frutto di un lavoro comune. Senza la sua collaborazione fate tutto come se foste quasi da soli, non obbligatelo a fare nulla contro la sua volontà. Da alcune esperienze personali ho scoperto che anche il nostro adolescente mutangolo e scontroso capisce bene che è preferibile il caldo di un fuocherello al freddo della notte, o la comodità di un riparo, anche se improvvisato, dal dormire all’addiaccio. Ho anche scoperto sguardi carichi d’invidia quando ho cucinato una bella salsiccia arrosto piuttosto che mangiare come lui una scatoletta di tonno con sottofondo di “papà hai una forchetta in più ? hai portato un limone ? hai del pane ?” Domande a cui ho saputo rispondere stoicamente di no !

camp fireIn natura le comodità abituali, e scontate, della nostra vita di tutti i giorni vanno conquistate, non basta premere un interruttore per trasformare la notte in giorno cosi come non basta spostarsi nella stanza accanto per trovare un letto confortevole. Questo doversi rimboccare le maniche ed essere artefici del proprio destino è la forza istruttrice, e oserei dire pedagogica, della natura. Senza lavoro, impegno, lungimiranza e perché no sacrificio, in natura si vive decisamente male ! Tuttavia basta poco per trasformare un esperienza da incubo, a cui mi raccomando di non sottrarre il vostro amato pargolo, in una piacevole esperienza, occorre solo il vostro tempo, la vostra fermezza di spirito e naturalmente il vostro esempio.

Dopo qualche mese ho riproposto un’altra escursione …. inaspettatamente ha accettato e direi che è andata decisamente meglio della prima, almeno per lui !!! Spero ne seguano molte altre.

Fathers and sons …. in the field, together

How much time we spend with our children? No I do not mean what we see but what we hang out? As we speak? The pedagogical literature is full of references to the lack of communication between parents and children, indifference and hostility why not, more or less evident, of their children. Up to a certain point, a relationship type “conflict” has always been in the nature of the process of evolution that brings the child through adolescence, to become adult. We would honor the intelligence of everyone if we denied that they had seen us, like everyone else, problems communicating with our parents, too much diversity, (clothes, food tastes and musical, as well as the approach to new technology just to name a few) we distinguished by our fathers. Perhaps, however, starting from simple awareness that we and our children do not necessarily have to consider ourselves equal, it could help to decrease the much studied generational lack of communication. Parents of teenage children in their forties, perhaps today more and more towards fifty, that aping the behavior of young people, claim to dress like them, to have the same tattoo, to speak their own language they do not understand to represent, in the eyes of their children, nothing but an absurd imitation of what in reality can no longer be the young. Maybe a parent who really did his job of “old”, being simply himself, with his clothes and his way of speaking but also with his ideas, help children to identify the role of guidance and assistance to school of life. The boys want to be wrong saying there is no doubt, but certainly have no use beside a “parent peer” to make such an experience not to repeat mistakes rather than a useful behavior and themselves and sometimes even legal.
There are places and situations where it is good that parents and children, do not encroach upon each other the mutual fields of action, the boy will have to attend his friends and his places of socialization without breathing down the neck of his parents , so as not necessarily the guy, maybe in a suit, will attend the graduation party of the second cousin of his father, who has never even heard of. However I think I can recommend a common meeting place between fathers (and mothers, of course!) And teenage children, the nature !!!
Obviously in some cases it will not be easy to convince his son to exchange the comfort of your bed, or sofa, for a day or two in the woods, in the mountains or the river, however, it passed the rock of initial reluctance, I think it worth your while. Choose not a camping with hundreds of other guests but a place not very busy, a truly natural. The first recommended your child on equipment needed in any case do not insist too much, let it be absolutely free to prepare with his possessions, even if you are certain that some are absolutely useless and lack other essential, do not worry, if you follow a few simple guidelines, the natural environment will do everything by itself. The first rule is to not consider you his instructor, or his mom caring, but just one of the two participants in a common adventure. Unplanned everything with excessive care, keep your pitch well, not Expect it or beyond it, not impeditegli to do strange things like slippers or come in with a backpack loaded to capacity or nearly empty, let can learn from him, learn in fact it is doing more, and doing wrong, that through a thousand recommendations! Nature is the perfect setting to learn the hard way that some errors should not repeat them. Encamp where you feel, by mutual agreement, more appropriate, if possible leaving a child in the choice of location, avoiding only the places clearly hazardous to the terrain. Do not force him to clean up the place where put up tents or shelters, not force him to gather wood for the fire, then let him absolutely free to do as they wish. Clearly, maybe it will sit exhausted after only a few hundred meters walk, but that’s part of the game! You behave as if nothing had happened and CREATE YOUR comfort that you will feel more appropriate according to the time available and the nature of the soil chosen.
Alternating moments of preparatory work in periods of rest and recreation, take a bath in the river, play a musical instrument that you brought with you, just lean against the trunk of a tree reading a good book, if you can talk to him about this and that .
Remember to be only a fellow adventure and not an overprotective father. And here comes the hard part … we need you to avoid to share with him your comfort and your basic necessities, if not the result of a joint effort. Without his cooperation do everything as if you were almost alone, do not force him to do anything against her will. From some personal experience I found that even our speechless teenager and grumpy understand well that it is preferable to heat a small fire in the cold of the night, or the comfort of a shelter, although improvised, from sleep in the open. I also found eyes full of envy when I cooked a nice roast sausage rather than eat like him a can of tuna with a background of “dad have a fork in the most? You brought a lemon? you have bread? “Questions that I have been able to respond stoically no! In nature the usual comfort, and granted, of our everyday life are conquered, not by a switch to turn night into day so as not just move into the next room to find a comfortable bed. This legwork and be agents of their own destiny is the strength trainer, and I dare say pedagogical nature. Without work, commitment, vision and why not sacrifice, naturally you live very badly! However not take much to turn a nightmare experience, which I recommend you do not steal your beloved offspring, in a pleasant experience, you only need your time, your steadfastness of spirit and of course your example. After a few months I again proposed another hike …. unexpectedly he agreed and I’d say it was much better than the first, at least for him !!! I hope many more will follow.