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Il disastro della cultura in Sicilia

Il disastro della cultura in Sicilia

Questi alcuni titoli che il quotidiano La Sicilia ha dedicato Sabato 23 Aprile e Domenica 24 Aprile 2016 alla situazione dei beni monumentali ed archeologici siciliani e siracusani in particolare.

 

Naturalmente quelli de La Sicilia, da bravi giornalisti, hanno sentito il dovere di interpellare anche i riferimenti politici e istituzionali della gestione dei beni culturali.

 

 

 

 

Le risposte ? Eccole:

 

L’assessore regionale Carlo Vermiglio, in carica dal 4 Novembre 2015, dichiara testualmente di non avere ancora “un quadro chiaro” della situazione e di aver chiesto “relazioni dettagliate”

 

 

 

 

La sovrintendente di Siracusa Rosalba Panvini:“Sono rammaricata, non abbiamo fondi disponibili” 

 

 

 

Se queste sono le risposte della classe dirigente siciliana, preposta alla tutela e valorizzazione dei nostri beni culturali, siamo messi davvero male !

Ma di chi sarebbero secondo loro le responsabilità di tale stato di fatto ?
Non sono proprio l’assessorato regionale ed i suoi massimi dirigenti a dover intervenire tempestivamente per risolvere il problema ?
O forse la colpa, come dice la sovrintendente, è della pioggia che favorisce la rapida crescita delle erbacce ?
Questo tipo di atteggiamento “rammaricato”, rassegnato e, diciamolo pure, irresponsabile con cui un assessore regionale ed un sovrintendente si approcciano ad un problema di tale portate, è a dir poco scandaloso.
Sul sito della regione i dati più aggiornati sul flusso turistico risalgono al 2013, e questo già la dice lunga sulla capacità di analisi degli uffici regionali, in Sicilia si sono avute nel 2013 oltre 14 milioni di presenze, di cui 1,3 milioni hanno visitato la provincia di Siracusa, che ha avuto, rispetto all’anno precedente, un incremento del 11,3 %, un vero e proprio record rispetto a tutte le altre province siciliane.
Qual’è la risposta ad una tale impressionante crescita del flusso turistico siracusano, che tra l’altro sostiene un economia in fase di riconversione in chiave ricettiva, da parte dei maggiori responsabili dei nostri beni culturali: rassegnazione, rammarico, fatalismo levantino.
Ma è mai pensabile che chi è istituzionalmente preposto al problema, e ripagato per questo con lauti compensi, riesca a produrre solo questo tipo di risposte ? Se la respons-abilità è infatti la capacita di dare risposte, questo tipo di approccio al problema fa di loro dei veri e propri “irresponsabili” in quanto incapaci di dare risposte, che invece sarebbero tenuti a dare in modo competente e calibrato alle diverse problematiche.
Ma si sa l’Italia, e ancor di più la Sicilia, è il paese in cui si rifugge dal concetto di responsabilità, la colpa è sempre degli altri !
Secondo l’assessore: dei dirigenti delle varie sovrintendenze che non gli forniscono, a sei mesi dal suo insediamento (a proposito quanti assessori al ramo ha avvicendato Crocetta in poco più di due anni ?) “un quadro della situazione” .
Secondo la sovrintendente di Siracusa: oltreché della pioggia (sic) anche dal governo regionale che non mette a disposizione fondi sufficienti.
Insomma la responsabilità non è loro, vuoi vedere che la colpa è del cittadino siciliano o dei 14 milioni di turisti che hanno visitato la nostra regione negli ultimi anni ?
In realtà la paradossale gestione dei nostri beni culturali dimostra inequivocabilmente come senza uno scatto d’orgoglio da parte della cosiddetta “società civile” che denunzi senza mezzi termini l’inefficienza di certa politica e di certa dirigenza, non si andrà, ancora per tanto tempo, verso un reale cambio di rotta.

I soggetti sociali del territorio possono infatti fare qualcosa; associazioni, sindacati, partiti, operatori economici, parrocchie, professionisti, tutti i cittadini interessati, devono mobilitarsi per pretendere risposte e suggerire correttivi, offrendosi anche, quando possibile, come antidoto alla cronica inadempienza  di certi uffici. Bisogna denunciare con forza, ed a tutti i livelli, l’assoluta incapacità dimostrata fin’ora dal governo regionale e specificatamente dagli assessorati ai beni culturali ed al turismo. (Che ne è stata, a proposito, della famosa cabina di regia BB.CC/Turismo ?)

 

Museo regionale Paolo Orsi Avviso di chiusura per mancanza di personale del 31/01/2016 attaccato con due cerotti !

 

 

Bisogna anche considerare che nella città di Siracusa gran parte dei monumenti archeologici, al di fuori del parco della Neapolis, sono chiusi per “mancanza di personale”. Sono sbarrati al turista solo per citarne alcuni: il tempio di Zeus olimpico, il ginnasio romano, il maestoso castello Eurialo e diversi altri. La motivazione, oltre alle sempre utile “mancanza di personale” è che sono, in una città con un enorme potenziale di offerta archeologica e monumentale, beni secondari, e come tali poco visitati.

La realtà anche in questo caso è un’altra da quella che qualcuno vuol fare apparire: non sono poco visitati per un eccesso di offerta ma perché non adeguatamente proposti. I vari siti non “fanno rete” tra loro, non esiste una mappa archeologica-turistica di tutto il territorio comunale, non è possibile usufruire di un biglietto cumulativo, i mezzi di trasporto sono assolutamente carenti se non inesistenti, la gran parte non sono dotati di alcun tipo di servizio connesso, mancano: indicazioni stradali, materiale divulgativo, posteggi, punti di ristoro.

Ma si sa per i politici ed i burocrati regionali sono i turisti che devono adattarsi allo stato di fatto, già è molto che li accogliamo, garantire loro anche l’esperienza di un soggiorno nella nostra città alla pari con tante altre nel mondo (che spesso vantano un patrimonio monumentale e paesaggistico infinitamente più modesto) sarebbe troppo !
In ogni caso i loro consistenti stipendi sono assicurati, prescindendo da alcun parametro di valutazione e responsabilità. 
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admin

2 pensieri su “Il disastro della cultura in Sicilia

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