Il "Buonsenso" di Umberto Eco

Il "Buonsenso" di Umberto Eco

Riteniamo utile pubblicare, senza nessun commento, un brano tratto dal libro “Come viaggiare con un salmone” di Umberto Eco (Ed. La nave di Teseo – 2016)

Umberto Eco fotoSe non siete patiti dell’attualità, questa storia è accaduta a New York qualche tempo fa. Central Park, giardino zoologico. Alcuni ragazzini giocano vicino alla vasca degli orsi bianchi. Uno sfida gli altri a fare un bagno nuotando attorno agli orsi, per obbligare gli amici a tuffarsi gli nasconde gli abiti, i ragazzi entrano in acqua sguazzano attorno a un orsacchione placido e sonnacchioso, lo sbertucciano, quello si secca, allunga una zampa e si mangia, ovvero sbocconcella, due bambini, lasciandone in giro dei pezzi. Accorre la polizia, arriva persino il sindaco, si discute se uccidere l’orso, si riconosce che non era colpa sua, si scrive qualche articolo a effetto. Guarda caso, i bambini avevano dei nomi spagnoli: portoricani, forse di colore, forse arrivati di fresco, in ogni caso usi alla bravata come accade a tutti i ragazzi che si radunano in bande nei quartieri poveri Interpretazioni varie, tutte piuttosto severe. Alquanto diffusa la reazione cinica, almeno a voce: selezione naturale, se erano cosi stupidi da nuotare accanto a un orso, se lo sono meritato, io neppure a cinque anni mi sarei buttato nella vasca: Interpretazione sociale: sacche di povertà, scarsa educazione, ahimè si è sottoproletari anche nell’imprudenza, nella sconsideratezza. Ma quale scarsa educazione mi chiedo, se anche il bambino più povero vede la televisione e legge i libri di scuola, dove gli orsi divorano gli uomini e i cacciatori li ammazzano ?
A quel punto mi sono chiesto se i bambini non siano entrati nella vasca proprio perché guardano la televisione e vanno a scuola. Quei bambini sono stati probabilmente vittime della nostra cattiva coscienza interpretata dalla scuola e dai mass media. Gli esseri umani sono stati sempre spietati con gli animali, e quando si sono accorti della propria cattiveria, hanno incominciato se non ad amarli tutti (perché con molta tranquillità continuano a mangiarne), almeno a parlarne bene. Se poi si pensa che i media, la scuola, gli enti pubblici, hanno da farsi perdonare tante cose fatte contro gli uomini, diventa tutto sommato remunerativo psicologicamente ed eticamente, insistere sulla bontà degli animali. Si lasciano morire i bambini del Terzo mondo ma si invitano i bambini del Primo a rispettare non solo libellule e coniglietti, ma anche balene, coccodrilli, serpenti.

baloo3Si noti che in sé questa azione educativa è corretta. Quello che è eccessivo è la tecnica persuasiva che viene scelta: per rendere gli animali degni di sopravvivenza essi vengono umanizzati e bamboleggiati. Non si dice che hanno diritto alla sopravvivenza anche se, secondo i loro costumi, sono selvaggi e carnivori, ma li si rende rispettabili rendendoli amabili, buffi, bonaccioni, benevoli, saggi e prudenti. Nessuno è più sconsiderato di un lemming, più infingardo di un gatto, più bavoso di un cane d’agosto, più puzzolente di un porcello, più isterico di un cavallo, più cretino di una falena, più viscido di una lumaca, più velenoso di una vipera, meno fantasioso di una formica e meno musicalmente creativo di un usignolo. Semplicemente occorre amare – e se proprio non possiamo, almeno rispettare – questi e altri animali per quello che sono. Le leggende di un tempo esageravano con il lupo cattivo. Oggi esagerano con i lupi buoni. Non bisogna salvare le balene perché sono buone ma bisogna salvarle perché fanno parte dell’arredamento naturale e contribuiscono all’equilibrio ecologico. Invece i nostri bambini sono educati a base di balene parlanti, lupi che si iscrivono al terz’ordine francescano e, soprattutto, Teddy Bear a non finire.
La pubblicità, i cartoni animati, i libri illustrati sono pieni di orsi buoni come il pane, ligi alle leggi, coccoloni e protettivi. E’ insultante per un orso sentirsi dire che ha diritto di vivere perché  – come ci si esprime dalle mie parti – è grande e grosso, ciula e balosso. Pertanto sospetto che i poveri bambini di Central Park, siano morti non per difetto ma per eccesso di educazione. Sono vittime della nostra coscienza infelice. Per fargli dimenticare quanto gli uomini siano cattivi gli hanno spiegato troppo che gli orsi sono buoni. Invece di dirgli lealmente e che cosa sono gli uomini e che cosa sono gli orsi.

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admin

Un pensiero su “Il "Buonsenso" di Umberto Eco

  1. Lanciarsi giu da un ponte o dalla finestra di un albergo per tuffarsi in una piscina, rimanere sulle rotaie fino a che il treno non è praticamente addosso, tirare un pugno sul viso all’improvviso ad un passante ignaro , con la acusa di chiedere un’informazione ( e successo a me) saltare dentro recinti di animali pericolosi e molto altro sono un chiaro segno di mancanza di valore della vita , quella propria e quella degli altri, e una noia cronica, che hanno i figli di papà dei piani alti come i rampolli delle case popolari . Mancanza di prospettive E di valori, quelli veri, poiché quelli derivati da ricchezza e povertà, come è evidente non reggono…
    Viviamo chi più e chi meno in camere stagne con le nostre zone conforto, come se fossero quartieri, e nasce il razzismo, quello vero, senza bastoni o tatuaggi di appartenenza, quello delle teste che si scuotono a Mo di dissenso, il razzismo degli educati regolati, quelli che passano davanti a due ragazzini che pestano un coetaneo e li attraversano come se non esistessero, poi il giorno dopo se sono diventati un trafiletto nella cronaca nera, be che ci si poteva aspettare d’altronde? Ma non da quei tre ragazzini sbranati dell’orso, ma da chi vedendoli crescere nel proprio quartiere, città, nazione, non ha mai detto loro una parola, fatto un gesto una qualunque attenzione positiva…questo siamo noi, e i ragazzi lo sentono, e che non sanno che farsene lo leggiamo tutti i giorni…
    Ok ..chiedo scusa, e più uno sfogo che un commento, il tuo post e uno di quelli che fanno riflettere.. .

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