Aguglia: la masseria Zocco

Aguglia: la masseria Zocco

11/01/2018 0 Di La nostra terra

Aguglia foto3Contrada Aguglia è una zona dell’agro siracusano posta tra i borghi contadini di Rigolizia e Testa dell’Acqua. Il toponimo di questo territorio deriva dai resti di una sorta di colonna, avente appunto forma a “guglia”, scoperta nella zona. Da una vasta campagna di scavo emersero anche numerosi attrezzi agricoli e vasellame che attestano la presenza, in quei luoghi, di una grande fattoria di età ellenistica. La forte vocazione agricola della zona perdurò nel corso dei secoli nella seconda metà del Novecento, ad Aguglia fu infatti edificata una delle più belle masserie dell’area iblea siracusana, portata a compimento dalla famiglia palazzolese Zocco.
Gli Zocco provenienti dai ranghi della cosiddetta nobiltà togata, erano riusciti, già agli albori dell’Ottocento, ad entrare in possesso di numerosi grossi appezzamenti terrieri. La famiglia palazzolese, consolidato il suo peso sociale anche attraverso convenienti matrimoni con discendenti della più antica nobiltà siciliana, dotò di ampie masserie le sue proprietà. Essendo posta in una zona lontana da grossi centri abitati, la masseria di Aguglia fu realizzata ricalcando i canoni delle masserie fortificate del nostro territorio pedemontano: alte mura di cinta, corpo di guardia sopraelevato, feritoie difensive.

Aguglia foto1La costruzione si raccoglie attorno ad una corte quadrangolare in pietra viva che impose l’edificazione su due livelli dei diversi “corpi di fabbrica”, alcuni dei quali sono raggiungibili mediante brevi scale esterne. L’unico ingresso, avente soffitto a botte, è sormontato dal corpo di guardia, che appare ingraziosito da una rada merlatura a coda di rondine, si accedeva al piccolo vano mediante una ripida scala in pietra. Ai lati dell’ingresso principale vi sono due panche in pietra sulle quali era possibile rinfrescarsi durante le afose notti estive. Sulla stessa linea del poderoso muro che cinge la masseria, gli Zocco realizzarono anche una graziosa chiesetta che si fonde perfettamente con la visione d’insieme dell’edificio.

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La chiesa, abbastanza squadrata nelle sue linee,  presenta nel prospetto principale una piccola loggia campanaria sormontata da due pinnacoli e da una croce. Per assicurare la stabilità della costruzione sacra due contrafforti furono posti proprio sul prospetto principale, affiancati all’ingresso.
La masseria di contrada Aguglia è ancor oggi stabilmente abitata da due famiglie di allevatori, tale aspetto conferisce un vero e proprio “valore culturale aggiunto” ad una costruzione posta in una zona oramai quasi del tutto spopolata.

Tratto da: Massae, massarie e masserie siracusane

di Marco Monterosso Editore Morrone, 1999