Muri a secco patrimonio UNESCO

Muri a secco patrimonio UNESCO

Nelle zone costiere, specie nelle regioni meridionali d’Italia, i muri a secco sono così comuni che spesso dimentichiamo la loro importanza storica e sociale.

L’UNESCO ha invece iscritto “L’arte dei muretti a secco” nella lista degli elementi immateriali dichiarati patrimonio dell’umanità in quanto rappresentano “una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura”. La decisione è stata approvata all’unanimità dai 24 Stati membri del comitato che si occupa dell’assegnazione del riconoscimento. Hanno presentato la candidatura, insieme all’Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera.

Si tratta di una tecnica millenaria che ha avuto nel corso della storia e, a seconda delle regioni, utilizzi diversi. La tecnica a secco rappresenta uno dei primi esempi di manifattura umana ed è presente a vario titolo in quasi tutte le regioni italiane, sia per fini abitativi che per scopi collegati all’agricoltura, in particolare per i terrazzamenti necessari alle coltivazioni in zone particolarmente scoscese.

I muri a secco stanno però scomparendo, principalmente per la mancanza di manodopera specializzata e perché l’agricoltura meccanizzata li vede come un ostacolo. La perdita dei muretti a secco non significa però soltanto la cancellazione di una testimonianza della nostra storia.

Nelle sue motivazioni, spiega l’Unesco “La scomparsa o la rarefazione di queste costruzioni incide negativamente sul paesaggio e sull’ambiente. Nei muri a secco sopravvive infatti una ricca fauna e flora rappresentando un importante elemento di diversificazione ecologica e del paesaggio. I muri a secco svolgono inoltre un ruolo vitale nella prevenzione delle slavine, delle alluvioni, delle valanghe, nel combattere l’erosione e la desertificazione delle terre, migliorando la biodiversità e creando le migliori condizioni microclimatiche per l’agricoltura”.