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“Un oasi tra le ciminiere”. La RNO Saline di Priolo

“Un oasi tra le ciminiere”. La RNO Saline di Priolo

La riserva naturale orientata Saline di Priolo ricade all’interno dell’omonimo comune in provincia di Siracusa, estesa circa 55 ettari è stata istituita con decreto dell’assessore regionale all’ambiente della regione siciliana nr 807/44 del 28/12/2000. L’area è stata riconosciuta come Zona di Protezione Speciale (ZPS) e Sito di Interesse Comunitario (SIC-ITA 0900013), in base alla Direttiva Habitat (92/43/CEE) e dalla Direttiva Uccelli (79/409/CEE). Sin dalla sua istituzione la riserva è gestita dalla Lega italiana protezione uccelli (LIPU).

La riserva sorge all’interno di una dei maggiori poli industriali del Mediterraneo, letteralmente un “Oasi tra le ciminiere” la cui istituzione e crescita in termini di conservazione e studi scientifici connessi, può essere usata come paradigma di altre azioni di riconversione ambientale su territori degradati.

L’area delle Saline sin dalla seconda metà degli anni ’50 fu attraversata da un grosso oleodotto che, lungo circa 1 Km, la tagliava di fatto a metà. Nel corso degli anni numerose perdite di petrolio dalla condotta avevano profondamento inquinato l’area rendendo difficile l’esistenza delle forme di vita insediatesi nella zona. Sin dall’istituzione obiettivo principale dell’ente gestore è stato quello della rimozione dell’oleodotto, che a partire dall’agosto 2005 è stato realizzato attraverso un difficile intervento di bonifica e riqualificazione assieme alla società proprietaria Enimed. I lavori hanno visto la necessità di creare una pista con materiale di cava locale parallela all’oleodotto per permettere l’ingresso degli operai e dei mezzi meccanici utili all’espletamento dei lavori. Dopo i primi tagli effettuati a freddo è stata necessaria un ispezione di un ente verificatore, per l’emissione di un certificato “freegas”, al fine di poter procede ad ulteriori tagli delle parti metalliche mediante fiamme ossidriche.

Parte dell’oleodotto, dopo totale bonifica interna ed esterna, è stato utilizzato come base di sostegno per l’installazione di due capanni di osservazione uno dei quali si estende per oltre 150 mt all’interno delle saline. L’ultima parte dell’intervento di riqualificazione dell’area ha visto la rimozione della pista di accesso dei mezzi pesanti, lasciando, cosi come previsto dal progetto, un “arcipelago di isole artificiali” che sarebbero stati utili alla sosta ed in prospettiva alla nidificazione dei volatili. Il ripristino del sito ha successo già dopo pochi anni quando, nel 2004, viene documentata la nidificazione del Pollo Sultano cui seguono quelle di numerose altre specie tra cui: il Cavaliere d’Italia, il Fraticello e la Volpoca. L’area umida da lungo tempo utilizzata dai fenicotteri come zona di sosta, dopo 10 anni dalla riqualificazione, nel 2015, vide la prima nidificazione di oltre 50 coppie, facendo della RNO Saline di Priolo il primo luogo di nidificazione siciliano. I numeri delle coppie di fenicotteri nidificanti crescono di anno in anno, raggiungendo le 400 coppie nel 2018.

La caratteristica principale della RNO Saline di Priolo, anche in linea con le finalità dell’associazione che la gestisce, è la protezione e lo studio dell’avifauna presente, gli intelligenti lavori di riqualificazione del sito ne fanno in ogni caso un vero e proprio “santuario” del birdwatching. I capanni, realizzati con materiali naturali e poco impattanti, sono tutti ben costruiti e stategicamente posisizionati. Studiosi e fotografi naturalisti trovano alle Saline di Priolo un luogo prezioso di documentazione e la possibilità di un “approccio ravvicinato”, seppur non invasivo, come pochissime altre zone umide. Ben prima della nidificazione dei fenicotteri la RNO ha ottenuto nel 2008 il premio nazionale “Oasi più bella d’Italia” dell’associazione di birdwatching EBN Italia.

Nel territorio della riserva coesistono la flora tipica delle zone dunali e retrodunali, la vegetazione delle zone umide e la macchia mediterranea. Al confine occidentale della riserva sono presenti alcune specie non autoctone introdotte in passato per fissare le dune sabbiose o per creare barriere frangivento tra cui il pino d’Aleppo, la casuarina, e l’acacia. La fauna terrestre della riserva vede la presenza tra altri del riccio, del mustiolo, del coniglio selvatico, della volpe e della donnola. Tra i rettili oltre al biacco, il colubro leopardino e la biscia dal collare, meritano una menzione particolare due specie endemiche della nostra isola: la tartaruga palustre siciliana e la lucertola siciliana.

La gestione della riserva, nonostante le numerose difficoltà causate dal contesto industriale in cui è inserita e dai sempre più modesti investimenti della regione siciliana, appare efficiente e in grado di coniugare sapientemente conservazione e fruizione. Oltre ai bellissimi capanni di osservazione, tutti dotati di pannelli divulgativi, sono stati realizzati sentieri di accesso percorribili anche da visitatori diversamenti abili. La riserva appare dotata di un idonea segnaletica e di pannelli esplicativi sui comportamenti da tenere e sulla flora e la fauna presente nell’area. Vengono realizzate numerose attività non solo per i birdwatchers ma anche laboratori didattici per le scuole e attività di sensibilizzazione ambientale per associazioni e cittadini.

Qui alcune foto della RNO Saline di Priolo

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Marco Monterosso

Marco Monterosso

Esperto in promozione turistica e management del patrimonio culturale e ambientale... con una sfrenata passione per il territorio siciliano ! Ha scritto "qualcosa" che puoi vedere su: https://independent.academia.edu/MonterossoMarco

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