fbpx

Best practice: la reintroduzione del pollo sultano in Sicilia

Best practice: la reintroduzione del pollo sultano in Sicilia

Il pollo sultano è un uccello della famiglia dei Rallidi, diffuso in Europa e Nordafrica, che vive fra la densa vegetazione acquatica che circonda laghi, stagni, paludi e corsi d’acqua. Lungo 38–50 cm e con un’apertura alare di 90–100 cm, ha un grosso becco triangolare di colore rosso sormontato da uno scudo frontale dello stesso colore, zampe di colore variabile dal rosso al rosso-rosato con dita lunghe e sottili, e iride rossa. La colorazione del piumaggio è molto variabile; le regioni superiori e ali di colore blu-viola scuro, le piume del sottocoda bianche. I sessi sono simili, le femmine sono più piccole e hanno scudi frontali meno pronunciati. I maschi pesano 720-1000 g e le femmine 520-870 g.

La popolazione europea, limitata ad alcuni paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo: Spagna, Italia (Sardegna), Portogallo e Francia sud-orientale, alla fine degli anni ’80 dello scorso secolo era stimata in sole 4.000 – 5.000 coppie. Tale condizione di criticità era il risultato di un forte declino subito tra la seconda metà del XIX e la prima metà del XX secolo causato dalle estese bonifiche, dall’uso massiccio di DDT e da prelievi venatori incontrollati. In Sicilia il pollo sultano, abbastanza comune nelle provincie di Catania (Foce del Simeto) e Siracusa (Biviere di Lentini e Saline di Siracusa) ma presente anche al Biviere di Gela e nelle zone umide di Vittoria e Mazzara del Vallo, è considerato estinto dal 1957.

Visto il problematico stato di conservazione il pollo sultano è oggi compreso tra le specie particolarmente protette, oggetto di un piano d’azione internazionale e nazionale ed inserito tra le specie meritevoli di usufruire di fondi comunitari per l’avvio di misure di conservazione (LIFE Natura). Nel 1996 grazie a un’iniziativa congiunta dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (ex INFS divenuto ora ISPRA) e della Lega Nazionale Protezione Uccelli (LIPU), nacque l’idea di un progetto sulla reintroduzione del pollo sultano in Sicilia. Dopo una prima fase di studio e di verifiche tecniche durata tre anni, si passò alla fase operativa con il rilascio, dal 2000 al 2003, di 104 giovani esemplari (tutti provenienti dalla Spagna) di cui: 66 alle foci del Simeto, 26 al Biviere di Gela e 12 alle Saline di Siracusa e Fiume Ciane.

Areale storico (a sx) e potenziale del Pollo sultano in Sicilia

Contemporaneamente al primo rilascio parti l’attività di monitoraggio per seguire l’evolversi del processo di colonizzazione del nuovo contesto che dimostrò sin da subito il successo della reintroduzione. Nella primavera del 2002 presso l’Oasi del Simeto si è registrata la nidificazione di almeno due coppie con la nascita di 5 pulcini, già a settembre 2004, nello stesso sito, veniva stimata la presenza di almeno 30-35 nuclei riproduttivi. Gli uccelli non solo si sono solo riprodotti nelle aree di immissione ma hanno presto iniziato a colonizzare quegli habitat siciliani ritenuti idonei dalla specie, ecco dunque che il pollo sultano è osservato in nidificazione già nel 2004 nella RNO Saline di Priolo, successivamente all’invaso di Ponte Barca a Paternò (CT), nell’Oasi faunistica di Vendicari, nella riserva di Lago Preola a Mazara del Vallo (TP) e nei Pantani della Sicilia sud orientale (tra Pachino e Ispica).

Sulla base dei dati finora raccolti, a  vent’anni dall’inizio del progetto, si può ormai affermare che l’intento di ricreare una popolazione vitale e diffusa in tutta la Sicilia sia stato raggiunto. Nonostante la ritrovata sensibilità ambientale e gli innumerevoli interventi di protezione che hanno interessato numerose aree umide siciliane, non bisogna però abbassare la guardia, occorre garantire la sopravvivenza del Pollo sultano nel lungo periodo.

Fonte: A. Andreotti (a cura), Piano d’azione nazionale per il Pollo Sultano (Porphyrio porphyrio), Quad. Cons. Natura, 8, Min.Ambiente, INFS, 2001

Best practice: the reintroduction of the sultan chicken in Sicily

The sultan chicken is a bird of the Rallidi family, widespread in Europe and North Africa, which lives among the dense aquatic vegetation surrounding lakes, ponds, swamps and waterways. It is 38-50 cm long and has a wingspan of 90-100 cm. It has a large red triangular beak surmounted by a front shield of the same color, red to pinkish red legs with long and thin fingers, and red iris. The coloration of the piumaggio is much variable; the superior regions and wings of dark blue-violet color, the feathers of the white undertail. The sexes are similar, the females are smaller and have less pronounced frontal shields. The males weigh 720-1000 g and the females 520-870 g.
The European population, limited to some countries overlooking the Mediterranean basin: Spain, Italy (Sardinia), Portugal and south-eastern France, at the end of the 80s of last century was estimated at only 4,000 – 5,000 pairs. This critical condition was the result of a strong decline suffered between the second half of the 19th and the first half of the 20th century caused by extensive land reclamation, massive use of DDT and uncontrolled venatorial withdrawals. In Sicily the sultan chicken, quite common in the provinces of Catania (Foce del Simeto) and Syracuse (Biviere di Lentini and Saline di Siracusa) but also present at the Biviere di Gela and in the wetlands of Vittoria and Mazzara del Vallo, is considered extinct since 1957.
Given the problematic state of conservation, the sultan chicken is now among the particularly protected species, the subject of an international and national action plan and included among the species deserving of Community funds for the initiation of conservation measures (LIFE Nature). In 1996, thanks to a joint initiative of the National Institute for Wildlife (former INFS now ISPRA) and the National League for the Protection of Birds (LIPU), the idea of a project on the reintroduction of the sultan chicken in Sicily was born. After a first phase of study and technical verification lasted three years, it passed to the operational phase with the release, from 2000 to 2003, of 104 young specimens (all coming from Spain) of which: 66 at the mouth of the Simeto, 26 at the Biviere di Gela and 12 at the Saline of Syracuse and Ciane River.
Simultaneously with the first release, the monitoring activity started to follow the evolution of the colonization process of the new context that immediately demonstrated the success of the reintroduction. In the spring of 2002 at the Simeto Oasis the nesting of at least two pairs with the birth of 5 chicks was recorded, already in September 2004, in the same site, the presence of at least 30-35 reproductive nuclei was estimated. The birds have not only reproduced only in the areas of introduction but have soon started to colonize those Sicilian habitats considered suitable by the species, so the sultan chicken is observed in nesting already in 2004 in the RNO Saline of Priolo, after the invasion of Ponte Barca in Paternò (CT), in the wildlife oasis of Vendicari, in the reserve of Preola Lake in Mazara del Vallo (TP) and in the swamps of south-eastern Sicily (between Pachino and Ispica).
Based on the data collected so far, twenty years after the start of the project, it can now be said that the intent to recreate a vital and widespread population throughout Sicily has been achieved. In spite of the rediscovered environmental sensitivity and the countless protective interventions that have affected many Sicilian wetlands, however, it is not necessary to lower our guard, it is necessary to ensure the survival of the Sultan Chicken in the long term.

Translated with www.DeepL.com/Translator (free version)

Marco Monterosso

Marco Monterosso

Esperto in promozione turistica e management del patrimonio culturale e ambientale... con una sfrenata passione per il territorio siciliano ! Ha scritto "qualcosa" che puoi vedere su: https://independent.academia.edu/MonterossoMarco

Rispondi la tua opinione è importante !