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I feudi siracusani nel 1408

I feudi siracusani nel 1408

Agli inizi del ‘400 il consolidamento del potere regio, dopo “l’anarchia feudale” che aveva caratterizzato il secolo precedente, passava anche da una ricognizione dei titoli di possesso dei feudatari dell’isola. Si deve a Rosario Gegorio, nella sua “Bibliotheca scriptorum qui res in Sicilia” Palermo 1791-92 (II Vol. pagg. 486-497) la pubblicazione di un elenco completo di feudatari siciliani e dei loro possedimenti, suddivisi per valli (Mazarie, Agrigenti & Castri Joannis, Noti, Demonum) e città demaniali.

L’Amplissima sub Rege Martino Feudatariorum, omniumque feudorum recensio, databile al 1408, rappresenta, nonostante i ben noti errori di trascrizione, un documento importantissimo per un analisi complessiva della classe feudale siciliana al crepuscolo dell’età medioevale. Il ruolo di re Martino riporta un elenco di 421 feudatari siciliani, titolari di 686 beni infeudati. Tra le città del Val di Noto, Siracusa, sin dagli inizi del ‘300 capitale della Camera reginale, vedeva la presenza di soli 15 feudi in potere di 13 famiglie. Un numero di feudi certamente esiguo specie se posto a confronto con i 35 feudi presenti nel territorio di Lentini (come Siracusa appartenente alla Camera reginale) o i 70 di Noto.

Feudo
Milocca
Carancino e supplementi
Monasteri
Floridia
Longarini
Solarino
Regalcaccia
Benali’
Targia
Maeggio
Diddino
Monte Climato
Magrantino
Rigilifi
Morghella
Proprietario
Troisio Montalto
Giacomo Arezzo
Giovanni d’Aragona (per conto della moglie)
Guglielmo Perno
Gerardo Giordano
Il primogenito di Ludovico Contarini
Giovanni Ricca
Giovanni Balena
Giovanni Balcarino
Guido de Baldo
Corrado Castello
Corrado Castello
La moglie del conte di Passaneto
Giovanni Arezzo
La moglie di Perrono Gioeni

Trascrizione tratta da Rosario Gregorio
D Truysius de Montalto pro feudo Muloche, & Prato*
D Jacobus de Aricio pro feudo Carantini, & supplimentis
D Joannes de Aragona pro uxore pro feudo Monasterii
D Leminus de Perno pro feudo Xiridie
D Jerardus de Jordano pro feudo Longarini
Primogenitus Ludovoci Contorini pro feudo Solarini
Joannes de Ricca pro feudo Rayalcacha
Joannes de Balena pro feudo Benali
Joannes Balcarinus pro feudo Targie
Guidus de Baldo pro feudo Mayegi
D Curradus de Castella pro feudis Didini, & Montis Climati
Nobil, uxor Comisis Passaneti pro feudo Magrantini
Joannes de Arezo pro feudo Regiliti
Nobilis uxor Nobilis Perroni de Juenio pro feudo Morielle
Marius Manchinus pro feudo Dardelli**

* Prato non era un feudo ma un “tenimento” di cui, dopo il ruolo feudale del 1408, non si riscontrano tracce di ulteriori investiture probabilmente perchè detenuto come allodio  (Il 28.2.1377 il nobile Filippo Montalto emancipò dalla patria potestà il figlio Turgisio donandogli il tenimento Prato, le terre dette Joseph in contrada Mulotta e l’orto Manistalla – Asp, Pergamene varie, 173)

** Il Feudo Dardelli (o Tardello) si trovava presso Avola in territorio di Noto (A. Marrone, Repertorio della feudalità siciliana 1282-1390, Archivio Mediterranea, Palermo 2006)

In copertina: Mappa del feudo Carancino eseguita dal sacerdote Michele Felice, parroco di Belvedere (Seconda metà del XVIII secolo)

Marco Monterosso

Marco Monterosso

Esperto in promozione turistica e management del patrimonio culturale e ambientale... con una sfrenata passione per il territorio siciliano ! Ha scritto "qualcosa" che puoi vedere su: https://independent.academia.edu/MonterossoMarco

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