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La “Granfonte” di Leonforte

La “Granfonte” di Leonforte

A Leonforte, cittadina dell’ennese distante circa 20 km dal capoluogo, si trova una delle più belle fontane monumentali siciliane, la cosiddetta “Granfonte”. Costruita dal principe Niccolò Placido Branciforte, che nel 1613 aveva ottenuto una licentia populandi per poter popolare il suo feudo, fu realizzata tra il 1649 e il 1652, sui resti di una antica fontana araba chiamata “Fonte di Tavi”.

La maestosa fontana di Leonforte è di stile barocco, costruita in muratura portante di blocchi di pietra arenaria da taglio squadrata e lavorata, con sculture a tutto tondo, basso e alto rilievo, incisioni e decorazioni. Ha una forma simmetrica e presenta una lunghezza di 24,60 metri e una profondità di 2,55 metri. 22 arcatelle aperte a tutto sesto creano un motivo traforato che alleggerisce l’insieme lasciando intravvedere il paesaggio agreste retrostante. Il prospetto presenta una torretta centrale, coronata dallo stemma nobiliare della famiglia Branciforti, e due laterali con cornici, fregi e iscrizioni, raccordate da volute in pietra e due leoni rampanti sulle torrette laterali.

Scritta in latino riportata sulla torretta centrale:
BIBANT UNANIMES
ANIMUS OCULUS GUTTUR
SAT EST DIVES SALUBRIS
ARGENTEA LYMPHA HOMINIB.
IAM FONTE NOBILI ARTE
EFFECTA CIVILIS BRUTIS
IAMDUDUM
LIBERA
MDCLII

Dalle 24 cannelle di bronzo ogni giorno, tranne il Venerdì Santo, in segno di lutto per la morte del Cristo, sgorga ininterrottamente limpidissima acqua che si raccoglie nella sottostante vasca rettangolare. La fontana, le cui acque acqua alimentavano anche l’orto botanico, costituiva il luogo abituale di riunione della popolazione fungendo anche da abbeveratoio pubblico. A ridosso della Granfonte, un canale delle acque di scolo della fontana assume la forma di lavatoio utilizzato a tale scopo fino alla metà del ‘900. Nel 1910 furono messe in opera le lastre di pietra lavica lungo la vasca per dare la possibilità di attingere più facilmente l’acqua, nel 1983 invece fu consolidato il prospetto posteriore.

Sembra che il suo disegno architettonico richiami un’analoga fontana che si trova ad Amsterdam, in Olanda ma è comunque probabile che l’opera, attribuita all’architetto palermitano Mariano Smiriglio, si rifaccia alle numerose creazioni di artisti fiamminghi allora molto diffuse in Sicilia.

 

English version:

In Leonforte, a small town in the Enna area about 20 km from the provincial capital, there is one of the most beautiful monumental fountains in Sicily, the so-called “Granfonte”. Built by prince Niccolò Placido Branciforte, who in 1613 had obtained the sovereign concession (licentia populandi) to populate Leonforte, it was realized between 1649 and 1652, on the remains of an ancient Arab fountain called “Fonte di Tavi”.

The majestic monumental fountain of Leonforte is in baroque style, built in load-bearing masonry of blocks of cut sandstone squared and worked, with sculptures in the round, low and high relief, engravings and decorations. It has a symmetrical shape and has a length of 24.60 meters and a depth of 2.55 meters. Twenty-two open round arches create an open-work motif that lightens the whole, allowing a glimpse of the rural landscape behind. The facade has a central turret, crowned by the coat of arms of the family Branciforti, and two side with frames, friezes and inscriptions, connected by stone volutes and two lions rampant on the side turrets.

Latin inscription on the central turret:
BIBANT UNANIMES
ANIMUS OCULUS GUTTUR
SAT EST DIVES SALUBRIS
ARGENTEA LYMPHA HOMINIB.
IAM FONTE NOBILI ARTE
EFFECTA CIVILIS BRUTIS
IAMDUDUM
LIBERA
MDCLII

From 24 bronze spouts every day, except Good Friday as a sign of mourning for the death of Christ, flows uninterruptedly clear water that collects in the rectangular basin below. The fountain, whose water also fed the botanical garden, was the usual place of meeting of the population also acting as a public drinking trough. Behind the Granfonte, a channel of the drainage waters of the fountain took the form of a wash-house used for this purpose until the middle of the 20th century. In 1910 were put in place the slabs of lava stone along the basin to give the possibility to draw water more easily, in 1983 the rear elevation was consolidated.

It seems that its architectural design recalls a similar fountain that is located in Amsterdam, Holland, but it is still likely that the work, attributed to the Palermo architect Mariano Smiriglio, refers to the many creations of Flemish artists then very popular in Sicily.

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Marco Monterosso

Marco Monterosso

Esperto in promozione turistica e management del patrimonio culturale e ambientale... con una sfrenata passione per il territorio siciliano ! Ha scritto "qualcosa" che puoi vedere su: https://independent.academia.edu/MonterossoMarco

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