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Reintroduzione del Francolino: pro e contro

Reintroduzione del Francolino: pro e contro

Nello scorso mese di marzo sono state riportate sulla stampa le dichiarazioni del commissario dell’Istituto Zooprofilattico regionale, Salvatore Seminara sulla possibile reintroduzione in Sicilia del francolino nero: “sono già giunti in Sicilia circa venti coppie di questi esemplari, che provengono da Pisa. La nostra intenzione è quella di farli riprodurre e poi reintrodurli anche qui” Naturalmente, come è costume nel nostro paese, si è subito scatenato un acceso dibattito soprattutto da parte di chi ha fatto notare la natura alloctona della specie. Il francolino nero, Francolinus francolinus (Linnaeus, 1766) ha oggi una distribuzione molto vasta: dalle sponde orientali del Mediterraneo al confine Indo-Birmano. In questo vastissimo areale sono state identificate sei sottospecie tra queste il francolino nero, è tuttora presente a Cipro, in Anatolia, Israele, Giordania, Siria, Iraq, ed Iran settentrionale. In Sicilia però il francolino fu introdotto, per scopi venatori, solo nella prima metà del ‘Duecento, essendo una delle prede d’eccellenza della caccia con il falco, una prerogativa dei regnanti e della nobiltà.

Federico II di Svevia (1194-1250) conosceva infatti molto bene il francolino e lo citò più volte nel suo trattato sulla falconeria, in quegli stessi anni le leggi del Regno d’Aragona del 1247 includevano il francolino tra le specie cacciabili (Jiménez, 2013: 17). E’ possibile ipotizzare che vi furono quindi almeno due diversi nuclei di introduzione nel Mediterraneo, anteriori alla metà del XIII secolo, uno siciliano e uno aragonese. Dal XIV secolo si registra un notevole ampliamento dell’areale in correlazione con l’espansione dei domini Catalano-Aragonesi nel Mediterraneo.  Nel Seicento sull’isola ve ne erano “molti” (Olina 1622: 33) e forse era anche “abbondante” (Falcone, 1675: 221). Lo si rinveniva soprattutto dove l’ambiente era idoneo: lungo la costa tirrenica messinese ad Acquedolci, nell’entroterra palermitano, a Misilmeri (PA), e nella vasta area compresa tra Scordia (CT), Caltagirone (CT), Piazza Armerina (EN) ed il litorale tra Palma di Montichiaro (AG) e Gela (CL) (Amari, 1937: 1083). I Borboni, che governarono l’isola dal 1734, ne promossero la protezione ed istituirono premi per la tutela dei nidi e delle covate. Nel 1783 il viceré Domenico Caracciolo proibì la caccia alla specie nei periodi di residenza del re in Sicilia (Amari, 1937: 1086). Intorno al 1780 il francolino non era raro attorno a Palermo (Sonnini, 1798: 54) e re Ferdinando, nel 1800, contribuì a diffonderlo ulteriormente introducendolo con successo nel parco della reale villa la Favorita alle pendici del Monte Pellegrino.

Tra la fine del ‘700 e la metà dell’800, il frazionamento dei latifondi e la progressiva bonifica e messa a coltura dei terreni portarono tuttavia alla rapida scomparsa della specie che, per le sue caratteristiche, non poteva sopravvivere a radicali modifiche ambientali ed alla caccia non regolamentata. Lungo la costa ad ovest di Palermo la specie scomparve intorno al 1860 (Orlando, 1936: 204), nelle regie bandite siciliane era divenuta scarsa già nella prima metà del secolo (Costa, 1857: 55-56). Nei primi decenni dell’Ottocento nelle pianure tra Caltagirone e Gela (Malherbe, 1843: 151; Sceembri, 1843: 19) diventava sempre più raro, intorno al 1850 il francolino sopravviveva ormai solo in due distinti distretti di rifugio: il più vasto tra Licata, Gela, Butera e Caltagirone, l’altro nel trapanese. L’ultimo francolino, di cui si ha notizia, venne abbattuto nell’autunno 1869 nella tenuta di Falconara, presso Gela (Doderlein, 1869: 160). Nei primi anni Settanta del Novecento, Giovanni Sorci, direttore dell’Osservatorio Ornitologico Siciliano, valutò già la possibilità di reintrodurre la specie in Sicilia. Il programma prevedeva l’introduzione sulle isole minori per evitare la dispersione degli individui rilasciati e renderne più semplice lo studio ed il controllo. Un tentativo venne effettuato alle Egadi (Antoniani, 1972), ma non ebbe successo (Brichetti, 1985: 24). Vediamo come va questa volta !

FONTE:
A. ORIANI, Dati storici sulla presenza circummediterranea del francolino nero Francolinus francolinus francolinus (Linnaeus, 1766)
in “Rivista Italiana di Ornitologia” 84 (1): 11-22, 2014

Marco Monterosso

Esperto in promozione turistica e management del patrimonio culturale e ambientale... con una sfrenata passione per il territorio siciliano ! Ha scritto "qualcosa" che puoi vedere su: https://independent.academia.edu/MonterossoMarco

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