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Carlentini: la “casa dello Scirocco”

Carlentini: la “casa dello Scirocco”

In contrada Piscitello, località oramai inglobata all’interno della pianta urbana della città di Lentini, seppur parte del territorio comunale di Carlentini, sorge una caratteristica costruzione conosciuta con il nome di “casa dello Scirocco”. Il nome della dimora deriva da un caratteristico impianto di termoregolazione che garantiva, mediante delle canalette interrate sotto l’edifico, il refrigerio dei proprietari durante le afose giornate estive. La casa dello Scirocco, addossata ad una delle pareti tufacee di una vecchia cava, presenta delle linee architettoniche alquanto semplici, sulla facciata di un bel colore rosa siciliano, oltre ad un’unica porta d’ingresso, si aprono quattro finestre contornate da intagli di buona fattura.

Un grazioso giardino conferisce al luogo chiare connotazioni di raffinatezza e svago signorile, davanti all’ingresso quattro sedili in pietra sono raccolti armoniosamente a formare una sorta di unico ambiente circolare. Al suo interno la costruzione è suddivisa in tre ambienti, nettamente separati tra loro, un grande vano centrale dotato di due pregevoli armadi incassati, una piccola cucina e un ambiente in cui era possibile praticare i bagni di vapore. Un angusto passaggio, ricavato nella roccia, consentiva il collegamento dei due ambienti di servizio senza attraversare il vano centrale. La presenza dell’insolito bagno, insieme alle generali caratteristiche abitative della dimora, spinge a credere che la casa dello Scirocco svolse per qualche tempo la funzione di “garconniere”.

Le origini della piccola dimora, generalmente considerata settecentesca, appaiono tuttavia alquanto controverse. Se ne attribuisce la costruzione alla famiglia lentinese Fuccio che si fregiava delle baronie di San Nicolò e Verdese. Le notizie sui due predicati nobiliari sono alquanto scarse, sappiamo soltanto che la baronia di San Nicolò fu concessa a Gianbattista Morgana, nel 1638, mentre quella di Verdese fu concessa ad Alfio Corbino da Militello, nel 1768. Con decreto ministeriale del 20 Maggio 1905 Giovanni Alfio Fuccio fu riconosciuto barone di San Nicolò e ciò, proprio in riferimento all’antica concessione fatta nel 1638 ai Morgana. Il titolo trasmissibile sia ai maschi che alle femmine, “jure francorum”, non era soggetto all’obbligo dell’investitura. Molto probabilmente le proprietà dei Morgana erano confluite tra i beni dei Corbino, mentre, quelli di questi ultimi erano giunti, maritale nomine, in potere dei Fuccio. Le terre su cui fu realizzata la casa dello Scirocco giunsero in potere del barone Fuccio-Corbino a seguito del suo matrimonio con una Magnano di Santo Lio, anche l’analisi di questo titolo, concesso nel 1765, non fornisce però utili dettagli per poter datare esattamente la costruzione della caratteristica dimora che, a mio avviso, potrebbe essere posticipata al secolo XIX.

 

Tratto da: Massae, massari e masserie siracusane
di Marco Monterosso
Editore Morrone, 2000

 

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